mercoledì 19 agosto 2015
domenica 16 agosto 2015
San Lorenzo, solo ritorno
Ho chiesto all’Angelo
quanto pesa una stella.
- Quale stella?
- Quella che non c’era.
- Lo spazio della sera preso in cielo, – mi ha risposto,
- Pesa del tempo che non sai più dormire,
perso a guardarla. Estasi e capire.
Pesa di un viaggio lungo, e solitario.
quanto pesa una stella.
- Quale stella?
- Quella che non c’era.
- Lo spazio della sera preso in cielo, – mi ha risposto,
- Pesa del tempo che non sai più dormire,
perso a guardarla. Estasi e capire.
Pesa di un viaggio lungo, e solitario.
Ho chiesto all’Angelo
di che brilla una stella.
- Quale stella?
- Quella vicino alla Luna Piena.
- Brilla la pena delle candele spente,
accese mai, dell’esserti stupito.
Brilla l’abbraccio dato, e ricevuto.
di che brilla una stella.
- Quale stella?
- Quella vicino alla Luna Piena.
- Brilla la pena delle candele spente,
accese mai, dell’esserti stupito.
Brilla l’abbraccio dato, e ricevuto.
Ho chiesto all’Angelo
di cos’è fatta una stella.
- Quale stella?
- Quella che sembra d’oro.
- Di pane e acqua è fatta, di ristoro.
Di cibo consumato con letizia.
Di sete vinta, e calici di vita.
di cos’è fatta una stella.
- Quale stella?
- Quella che sembra d’oro.
- Di pane e acqua è fatta, di ristoro.
Di cibo consumato con letizia.
Di sete vinta, e calici di vita.
Ho chiesto all’Angelo
come muore una stella.
Ma l’angelo
ha chiuso lo sguardo
in un sorriso.
come muore una stella.
Ma l’angelo
ha chiuso lo sguardo
in un sorriso.
Solo una voce
lontana
giungermi sentivo.
lontana
giungermi sentivo.
“Qui”, ripeteva. “Qui”.
...
mercoledì 12 agosto 2015
San Lorenzo, solo andata
Odio di voi
feste cadenti
di luci sbarazzine
e ridaiole femmine vestite
di soli pallidi risvolti,
feste cadenti
di luci sbarazzine
e ridaiole femmine vestite
di soli pallidi risvolti,
odio di lampi
telecomandati,
passi ordinati
in danze becere e insensate,
telecomandati,
passi ordinati
in danze becere e insensate,
odio di voi
serate
nude le luci, i guizzi
l’odor di pesce, e pizza, e trippa
- che non c’è mai per gatti –
nude le luci, i guizzi
l’odor di pesce, e pizza, e trippa
- che non c’è mai per gatti –
odio questo
bisogno fracassoso
che m’incatena a voi
questa necessità incapace,
che m’incatena a voi
questa necessità incapace,
io, che la
mia stella libera
di San Lorenzo è l'unica
ad essere salita.
di San Lorenzo è l'unica
ad essere salita.
E brilla,
e brilla
senza darmi pace.
--
e brilla
senza darmi pace.
--
lunedì 10 agosto 2015
Ogni caso
Poteva accadere.
Doveva accadere.
E’ accaduto prima. Dopo.
Più vicino. Più lontano.
E’ accaduto non a te.
Doveva accadere.
E’ accaduto prima. Dopo.
Più vicino. Più lontano.
E’ accaduto non a te.
Ti sei salvato perché eri il primo.
Ti sei salvato perché eri l’ultimo.
Perché da solo. Perché la gente.
Perché a sinistra. Perchè a destra.
Perché la pioggia. Perché un’ombra.
Perché splendeva il sole.
Ti sei salvato perché eri l’ultimo.
Perché da solo. Perché la gente.
Perché a sinistra. Perchè a destra.
Perché la pioggia. Perché un’ombra.
Perché splendeva il sole.
Per fortuna là c’era un bosco.
Per fortuna non c’erano alberi.
Per fortuna c’era una rotaia, un gancio, una trave, un freno,
un telaio, una curva, un millimetro, un secondo.
Per fortuna sull’acqua galleggiava un rasoio.
Per fortuna non c’erano alberi.
Per fortuna c’era una rotaia, un gancio, una trave, un freno,
un telaio, una curva, un millimetro, un secondo.
Per fortuna sull’acqua galleggiava un rasoio.
In seguito a, poiché, eppure, malgrado.
Che sarebbe accaduto se una mano, una gamba,
a un passo, a un pelo
da una coincidenza.
Che sarebbe accaduto se una mano, una gamba,
a un passo, a un pelo
da una coincidenza.
Dunque ci sei? Dritto dall’attimo ancora socchiuso?
La reta aveva solo un buco, e tu proprio da lì?
Non c’è fine al mio stupore, al mio tacerlo.
Ascolta
come mi batte forte il tuo cuore.
La reta aveva solo un buco, e tu proprio da lì?
Non c’è fine al mio stupore, al mio tacerlo.
Ascolta
come mi batte forte il tuo cuore.
(Wistawa Szymborska)
..
giovedì 6 agosto 2015
Uno più Zero: Uno
La prima volta fa uno,
la seconda raddoppia,
la terza racconta,
e alla quarta sei già bellissima.
La quinta dico, guido, porto,
la sesta aspetto, prima che piova.
La settima, che bevo, aspetto ancora,
l’ottava suona alla porta, di violini e orchestra.
La nona ho paura,
La decima ride, di me e di noi.
Ride...
E dopo il dieci non so:
uno più zero fa uno.
Si ricomincia.
..
Tatuaggi
Né
braccia, né gambe,
né anche,
bacini,
né spalle
forzute, né schiene diritte,
né nuche
possenti,
caviglie,
polsini....
Disegno e
Ferita,
non
voglio parlare...
i miei
tatuaggi li ho fatti sul cuore,
e solo
chi mi ama li può vedere.
..
domenica 2 agosto 2015
Mi vesto di profumo
Se mi vesto di solo profumo
non devo scegliere una camicia
che mi faccia il cuore prigioniero,
e la sua giacca,
intonata di inutili
colori.
Non ho bisogno di una cravatta
che mi trattenga, ostaggi, le parole in gola,
anche quando non servirebbe parlare.
Non mi serve nessun pantalone,
perché non ho nessuna vergogna da nascondere,
e non devo nascondermi da nessuna vergogna.
Non devo cercare, tra le mie scarpe,
quelle che si adattano alla strada,
perché i miei piedi camminano il cielo,
e non sentono male.
Se mi vesto di solo profumo,
indosso solo l’eleganza
nuda
di quella che amo.
..
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